L’icona della Beata Antonia Mesina: un volto trasfigurato dalla fede, testimonianza viva per la Chiesa di oggi.
Scrivere la santità nel nostro tempo
La settimana scorsa abbiamo consegnato l’icona della Beata Antonia Mesina. Desideriamo condividere con voi questa bellissima esperienza di fede appena vissuta.
La scrittura di questa icona ci ha posti davanti a una domanda profonda e ad una sfida particolare: come annunciare la santità attraverso il linguaggio iconografico quando si tratta di una testimone del nostro tempo, di cui possediamo immagini fotografiche ma non una tradizione iconica consolidata?
L’icona non è un ritratto: non riproduce semplicemente i tratti di un volto, ma cerca di rivelare la persona trasfigurata dalla grazia, già partecipe della vita del Risorto. Per questo il lavoro su Antonia Mesina ha richiesto un ascolto attento della sua storia, della sua fede e del suo martirio, perché fosse la sua testimonianza evangelica – più che l’immagine fotografica – a guidare la mano e il cuore.








Nell’icona è stata inserita una reliquia ex corpore, segno della comunione dei santi e della presenza viva di Antonia nella Chiesa pellegrina. La reliquia non è un semplice oggetto di venerazione, ma un richiamo concreto all’Incarnazione: Dio che si serve della carne e della storia per manifestare la santità.
Ringraziamo di cuore il committente per averci offerto la possibilità di vivere questo cammino: un vero percorso di preghiera, durante il quale abbiamo sentito forte la presenza e la protezione di Antonia Mesina, discreta e luminosa, come il suo sì a Cristo.
Ci affidiamo alla sua intercessione chiedendo grazie e benedizioni per il suo paese, Orgosolo, per i suoi compaesani e per tutte le persone che a lei hanno devotamente affidato intenzioni particolari.
La sua figura resta un faro per i giovani: testimonianza limpida di una fede radicale, di un amore totale per Gesù, vissuto fino al dono estremo della vita.
Vi invitiamo a conoscere la sua storia, a lasciarvi interrogare dalla luce della sua testimonianza, a visitare il luogo del martirio e il Santuario a lei dedicato, dove la Chiesa custodisce la memoria viva della sua offerta. Il pellegrinaggio, come l’icona, è un atto di fede: un uscire da sé per lasciarsi incontrare da Dio attraverso i suoi santi.
La Beata Antonia Mesina continui a indicare ai cuori, soprattutto ai più giovani, la via luminosa della fedeltà a Cristo.
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