12 aprile 2012 nasce l'Accademia Santu Jacu, quattordici anni di fedeltà!
Dalla chiamata nascosta di un piccolo laboratorio ad oggi, una storia custodita nella Provvidenza
Gli inizi: un piccolo luogo, una grande chiamata
Tutto è iniziato in un piccolo locale in affitto a San Sperate. Uno spazio semplice, quasi nascosto, ma già carico di senso. Lì abbiamo mosso i primi passi, tra entusiasmo e precarietà, tra intuizione e sacrificio. Il 12 aprile 2012 nasceva, quasi in silenzio e con pochi mezzi, il nostro laboratorio. Non volevamo creare semplicemente uno spazio artistico, ma un luogo di ricerca, di preghiera e di trasformazione interiore. Oggi, a distanza di quattordici anni, guardiamo a questo cammino con stupore e gratitudine: nulla è stato scontato, nulla è stato facile, ma tutto è stato profondamente vero.




Successivamente, nel 2014, abbiamo trovato ospitalità a Mandas: una tappa fondamentale, dove il laboratorio si è ampliato e ha iniziato a prendere una forma più definita. È proprio in quel tempo che è nata la scuola di formazione permanente, segno di un desiderio che cresceva dentro di noi: non offrire esperienze sporadiche, ma accompagnare le persone in un vero cammino.
Nel 2018, infine, ci siamo stabiliti definitivamente a Ussana. Qui il progetto ha trovato una sua casa. Accanto al laboratorio-scuola è nato anche l’Eremo degli Artisti, uno spazio di silenzio e raccoglimento, pensato per accogliere chi sente il bisogno di fermarsi, di vivere tempi più intensi di preghiera e lavoro artistico. Un luogo dove arte e spiritualità si incontrano in modo profondo, e dove è possibile ritrovare unità interiore.







Una vocazione che si compie
La nostra storia personale è profondamente intrecciata con quella dell’Accademia. Proveniamo entrambi da esperienze di vita religiosa che non abbiamo lasciato alle spalle, ma che hanno trovato proprio qui il loro compimento. La formazione teologica e spirituale che abbiamo ricevuto, insieme al cammino umano vissuto, è diventata nel tempo una responsabilità: quella di accompagnare. Non ci siamo mai sentiti solo insegnanti di una tecnica, ma chiamati a custodire e sostenere il percorso degli allievi, anche nella loro ricerca interiore.


La Provvidenza
Se oggi possiamo raccontare questi quattordici anni, è solo grazie alla Divina Provvidenza. Non abbiamo mai costruito su sicurezze economiche o sostegni istituzionali. Abbiamo scelto, fin dall’inizio, di vivere per questa realtà, anche a costo di molte rinunce. Eppure non siamo mai stati soli. L’aiuto è arrivato, spesso in modo inatteso, attraverso amici ed allievi: persone che hanno riconosciuto il valore profondo del laboratorio e che lo hanno sostenuto con affetto, presenza e sacrificio. Nel tempo si è creata una vera famiglia spirituale. Non si tratta solo di trasmettere un sapere, ma di condividere un cammino.
Una scuola che si amplia
Pur rimanendo l’iconografia il cuore della nostra missione, negli anni abbiamo sentito la necessità di ampliare le discipline, sia per sostenere concretamente il laboratorio sia per offrire un percorso più completo.
Sono nate così attività legate alle antiche tecniche artistiche: affresco, mosaico, pittura medievale, lezioni di disegno, dipinti a soggetto religioso, preparazione dei colori secondo metodi tradizionali, realizzazione di murales. Tutto questo non è mai stato un’aggiunta casuale, ma un approfondimento coerente della stessa visione dell’arte come via di conoscenza e trasformazione.









Dai corsi al cammino: una scelta radicale
Col tempo abbiamo compreso che non era più possibile proporre corsi brevi di iconografia. Questa arte, per come la viviamo, non può essere ridotta a un apprendimento veloce. Abbiamo quindi scelto di accogliere solo chi desidera intraprendere un percorso completo. Un cammino che richiede tempo, fedeltà e disponibilità a mettersi in gioco. Non si tratta semplicemente di imparare a dipingere un’icona, ma di lasciarsi educare interiormente.
Accompagniamo ogni allievo passo dopo passo, in un processo che coinvolge la persona nella sua interezza: mano, mente e cuore
La spiritualità del laboratorio
Il cuore dell’Accademia non è l’opera, ma l’esperienza. Il laboratorio è per noi uno spazio di silenzio, di ascolto, di preghiera. Dipingere un’icona significa entrare in un cammino interiore, accettare tempi lenti, confrontarsi con i propri limiti e aprirsi alla grazia







Le fatiche e la grazia
Non possiamo nascondere le difficoltà. Ci sono stati, e ancora ci sono, momenti duri: problemi economici, incertezze, ostacoli concreti. Ci sono stati periodi in cui andare avanti sembrava impossibile. Ma proprio lì abbiamo imparato cosa significa fidarsi davvero. La fatica ci ha purificato, ci ha resi più essenziali, più veri. E accanto alla fatica abbiamo sempre riconosciuto la grazia: discreta, ma reale.
Gli incontri e i frutti
Uno dei doni più grandi di questi anni sono stati gli incontri. Volti, storie, anime in cammino. Persone che, attraverso l’iconografia, hanno trovato uno spazio di verità. I frutti non sono numeri. Sono vite toccate, percorsi avviati, relazioni nate e custodite nel tempo
Uno sguardo al futuro
Quattordici anni sono un tempo importante, ma per noi restano solo un inizio. Non abbiamo certezze, se non quella di continuare a rimanere fedeli alla chiamata ricevuta. In questi anni abbiamo imparato che nulla si costruisce da soli. Se questa realtà è ancora viva, è anche grazie a chi ha creduto in noi, spesso in modo silenzioso ma concreto. Per questo sentiamo oggi di condividere anche un invito semplice e sincero: se vi fa piacere che questa missione — questo laboratorio, questo piccolo apostolato — possa continuare a vivere, potete sostenerla secondo ciò che sentite nel vostro cuore. Esistono molti modi per farlo. Si può contribuire acquistando i nostri libri, partecipando ai percorsi formativi, scegliendo di vivere un tempo presso l’Eremo degli Artisti, sostenendoci con una donazione libera, commissionando un lavoro, iscrivendosi al blog www.iconografia.net
Crediamo profondamente nel valore delle relazioni dirette: quando una realtà è conosciuta e testimoniata in prima persona, la fiducia nasce in modo più autentico e si diffonde con più verità. Anche il passaparola, fatto con sincerità da chi ci conosce da vicino, è per noi un aiuto prezioso. Da parte nostra, cercheremo sempre di non restare indietro nella riconoscenza. Ogni gesto, piccolo o grande, è per noi segno di comunione e responsabilità condivisa.
Con gratitudine per ciò che è stato e con fiducia per ciò che verrà, continuiamo questo cammino, giorno dopo giorno, tra fatica e provvidenza.
Michele Antonio Ziccheddu, Emanuela Giordano







